Cronistoria di un pensiero infame

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DESCRIZIONE
Uno scrittore deve scavare nello sporco, e rivelare cosa c'è sotto, lo sporco degli altri ma prima di tutto il proprio, il proprio rancore, la propria parte oscura, il demone. «Buon appetito ai pesci!»: ecco l'augurio di qualcuno che si sente autorizzato a sfogare liberamente il suo rancore quando annega un migrante. E intanto vengono chiusi i porti alle navi che prestano soccorso, mettendo in discussione i principi rispettati dagli uomini di mare di ogni tempo. Mentre era in corso la prima di queste nuove emergenze, il caso della nave Aquarius e dei naufraghi respinti dall'Italia, Edoardo Albinati ha scioccato l'opinione pubblica affermando: «Ho desiderato che su quella nave morisse qualcuno, morisse un bambino», così sarebbe cessato il gioco cinico di scommettere sulla vita altrui per pura propaganda elettorale. Ora Albinati, guardando oltre gli schieramenti politici, cerca di scavare più a fondo nelle ragioni di quel suo pensiero infame, così come in tutte le altre forme di cinismo che oggi circolano nel nostro Paese e nel mondo: per portare cioè alla luce la parte oscura che è in noi e ci fa diventare spietati. Così il suo pamphlet, duro ma a tratti anche divertente, diventa l'occasione per parlare di altri temi che ci stanno a cuore: l'uso e l'abuso della verità, l'impotenza dei cosiddetti intellettuali, le campagne di odio sui social, l'intoccabile bellezza morale e fisica delle persone, la vita di chi va per mare, il desiderio di giustizia, l'avventura, il coraggio.

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INFORMAZIONE
NOME DEL FILE
Cronistoria di un pensiero infame.pdf
AUTORE
Edoardo Albinati
DIMENSIONE
3,24 MB
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Registrazione video di "Edoardo Albinati legge "Cronistoria di un pensiero infame" (Baldini+Castoldi)", registrato a Roma domenica 7 ottobre 2018 alle 11:20.

Nella prima (e breve) parte, Albinati chiarisce e giustifica la frase incriminata. Rivendica il diritto di confessare di aver formulato quel pensiero, di rivelare l'esistenza in lui di un pensiero infame: "sarà la morte a interrompere questo squallido braccio di ferro, e alla fine il forte si ritroverà più debole del debole".

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